Geometrie e colori dominano ArtBo, bilancio positivo a Bogotà
Author: Giovanni Gasparini

La fiera d'arte di Bogotà ArtBo è giunta alla sua decima edizione e per l'occasione ha promosso un programma d'internazionalizzazione che ha portato a 66 il numero delle gallerie coinvolte, provenienti da 36 città, ovviamente ancora con una decisa prevalenza di operatori latino-americani e di lingua spagnola; 39 le gallerie sudamericane, fra cui 14 colombiane e sette brasiliane, oltre a dieci galleristi nordamericani e 18 europei di cui la metà spagnoli, per un totale di 450 artisti presenti con oltre 3.000 opere.

Si tratta di numeri ancora relativamente limitati, che permettono un'esperienza positiva degli spazi fieristici, accoglienti e ben illuminati, mai troppo affollati ad eccezione della giornata d'inaugurazione quando ben 6mila persone si sono ritrovate a celebrare il decimo anniversario.
Oltre alle gallerie presenti nel programma ordinario, il curatore della fiera, Maria Paz Gaviria, ha presentato un progetto dedicato al rapporto fra arte e design, nonché un'interessante mostra sull'arte storica e moderna, necessaria premessa educativa e visuale dell'arte contemporanea in vendita.

Particolarmente originale lo spazio ArteCamera, promosso dalla Camera di Commercio quale ambito per artisti colombiani senza rappresentanza commerciale, al fine di favorire l'incontro fra questi e il mercato.
L'arte proposta nella sezione principale è largamente riassumibile, pur nella grande diversità di medium e stili, in due caratteristiche comuni a quasi tutti gli stand: forte riferimento all'arte geometrica che sin dagli anni '60 domina la scena latina, e ricerca di forte impatto visivo tramite l'adozione di una palette dai colori solari e squillanti, spesso con accostamenti forti.

Le tematiche politiche, che caratterizzano invece di consueto le opere concettuali presentate nelle varie Biennali, ad iniziare da quella di Sao Paulo tuttora in corso, erano presenti solo in un paio di esposizioni, in particolare nella galleria Document di Buenos Aires, che ha scelto il difficile tema della ‘Violencia' e nella Galerìa Habana, di Cuba, dove fra gli altri si notavano le opere di Ariamna Contino, con la serie ‘Arsenal', carte rappresentanti diverse tipologie di armi responsabili di stragi civili, una critica particolarmente forte al sistema americano che consente la libera proprietà di queste armi.

Solo due le gallerie focalizzate sull'arte moderna, ovviamente con valori superiori rispetto alle altre focalizzate su artisti sostanzialmente emergenti: La Cometa di Bogotà proponeva lavori di artisti affermati dagli anni '70 quali Jesus Alvarez Soto, Carlos Cruz Diez, una statua della serie delle ‘Meninas' di Manolo Valdes e opere geometriche di Sol Lewitt; Leon Tovar di New York proponeva solo opere moderne in prevalenza di Soto e Otitica, con prezzi in eccesso di 350mila dollari, probabilmente i lavori più cari presenti in fiera.
La maggior parte delle gallerie proponeva lavori recenti e recentissimi, quasi sempre degli ultimi due o tre anni; la galleria Benitez mostrava opere di autori contemporanei già affermati sul mercato internazionale e delle aste quali Vic Muniz ed Ernesto Nieto, mentre la spagnola Senda con la serie ‘Prisons' di Peter Halley e il dealer tedesco Lethert con Imi Knoebel riproponevano i temi delle geometrie colorate che sembrano aver grande successo in America latina, ma proponendo artisti europei anziché ‘locali', a dimostrazione che certi valori estetici travalicano i confini ora come negli ultimi ‘50 anni.

Fra le gallerie più ‘contemporanee' spicca la brasiliana Millan con un'interessante opera di Henrique Oliveira già proposta alla fiera di Rio a settembre, un tavolo ottenuto con materiale di recupero tipico delle favelas, ‘figlio' di una grandiosa installazione dell'artista a Sao Paolo, ove una labirintica favela composta con lo stesso materiale ingloba lo spettatore; la versione mini è disponibile per 95.000 $.
Nella galleria Travesia Cuatro, presente a Madrid ma anche a Cità del Mexico, spiccava un'installazione di fogli colorati di Jorge Mendez Blake, ciascuno inscritto con l'ultima frase di importanti romanzi, per 40.000 $ e ha dichiarato di aver venduto altre opere dello stesso artista il cui lavoro verte sulla convergenza fra letteratura e arti visive.
La brasiliana Brito proponeva esclusivamente fotografie, mentre la locale galleria Sextante alcune opere provenienti dagli storici ‘print studios' operativi sin dagli anni '70.

Di particolare interesse la presenza di una galleria italiana, la P420 di Bologna, alla prima fiera in Sudamerica, con la proposta di lavori dell'arte italiana concettuale degli anni '60, in particolare dell'immeritatamente poco conosciuto Vaccari, con una serie di foto partecipative dell'audience ottenute con le macchine fotomatic alla Biennale di Venezia del 1972, con prezzi variabili a partire dai 3.000 euro fino a 35.000 euro per un'installazione di grandi dimensioni.
La fiera principale ha anche visto lo sviluppo di ben quattro fiere satellite, sviluppate per coprire fasce di mercato al di fuori dell'evento principale.
Complessivamente la fiera sembra aver raggiunto sia gli obiettivi commerciali che culturali posti, grazie anche ad una buona selezione di gallerie di qualità e una buona sezione curatoriale. La sfida ora è l'apertura al mercato estero, al di là dei due oceani che lambiscono la Colombia.

 

La fiera d'arte di Bogotà ArtBo è giunta alla sua decima edizione e per l'occasione ha promosso un programma d'internazionalizzazione che ha portato a 66 il numero delle gallerie coinvolte, provenienti da 36 città, ovviamente ancora con una decisa prevalenza di operatori latino-americani e di lingua spagnola; 39 le gallerie sudamericane, fra cui 14 colombiane e sette brasiliane,...

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Feria Internacional de Arte de Bogotá (Oct. 23-27)
Author: Julia P. Herzberg

ARTBO recibió unos 30.000 visitantes durante los cinco días de feria y se estima que 7.000 personas asistieron a la noche de apertura.
La Cámara de Comercio de Bogotá, organizadora de la feria, promueve la idea de que ésta tiene el potencial para posicionar las artes visuales a nivel nacional e internacional. Los fondos públicos y privados apoyan el amplio programa que incluye, además de las galerías comerciales y no comerciales, exposiciones, talleres, foros, visitas guiadas en galerías, museos, residencias y otros espacios públicos de la ciudad.
A juzgar por la calidad del arte contemporáneo exhibido por las sesenta y seis galerías de treinta ciudades de todo el mundo, la feria superó las expectativas de excelencia. (Ver el sitio web ARTBO para la lista completa de galerías participantes.) El diseño ferial contempló stands que se abrían a amplios corredores, permitiendo una fácil circulación. La mayoría de las galerías presentaron selecciones cuidadosamente curadas, mostrando un arte atractivo y, en muchos casos, informativo. Los siguientes espacios que presentaron de una a tres obras de artistas en diálogo con los demás son dignos de mención: Johannes VogtGallery (Nueva York) presentó a Cristóbal Lehyt y Ricardo Alcaide; Galería Habana (La Habana ), a Ariamna Contino , Donis Flores, y Rigoberto Mena; Galería GregorPodnar (Berlín), a GoranPetercol, TobiasPutrih, y Ariel Schlesinger Párese Nº 105 (Bolonia), a Irma Blanco, Paolo Icaro, y Franco Vaccari; Galería Jaqueline Martins, a Stuart Brisley; León Tovar Gallery (Nueva York ), a Carlos Cruz Diez, Jesús Rafael Soto, y BernarVenet; Galerie Cristiana Lethert (Colonia ), a ImiKnoebel y LutzFritsch; Luciana Brito (Sao Paulo), a RochelleCosti y Pablo Lobato.
La abstracción, en constante evolución con sus mutaciones y transformaciones, y foco de interés para colecciones privadas y públicas, capturó mi atención con obras tan memorables como la de Laureana Toledo Composición Con Rojo, Azul y Amarillo (2004) en la Galería La Caja Negra (Madrid); la obra de Matilde Marín Mirando la Noche (2014) en la Galería Del Infinito Arte (Argentina); ImiKnoebelCome toMy Green Side B 12-6 y 12-2 B (2012) en Galerie Cristiana Lethert (Colonia); Sin título de Mariano Dal Verme (2014) en Sicardi Gallery (Houston); de Roberto DiagoNº 7 de la serie Entre Líneas (2012) en Magnan Metz Gallery (Nueva York); OswaldMaciáFlying Glasshouse(2013) en Henrique Faria (Buenos Aires y Nueva York); Línea de Tiempo de Eduardo Basualdo (2014 ) en Ruth Benzacar (Buenos Aires); y la Escritura Vertical de Irma Blank (1994) en el stand Nº 105 (Bolonia).
Otro aspecto interesante de la experiencia ARTBO fue el encuentro con obras históricamente importantes producidas hace varias décadas que no son muy conocidas por el público internacional o escasamente reconocidas por los profesionales de arte del mundo. Estos incluyen fotografías de LottyRosenfeld y Braco Dimitrijevic de las acciones performativas en los espacios públicos (EspaivisorGallery, Madrid). La fotografía vintage de La Casa Blanca, Washington, DC, de Rosenfeld (1982) es uno de los documentos más significativos de acciones performativas políticas de su tiempo (Galería Isabel Aninat, Santiago). Varias obras de Iván Contreras Brunet también contribuyeron a la comprensión de un artista cuyo trabajo ampliado la base del arte cinético abstracto en América Latina y Europa (la misma galería)
A pesar de que no eran tan numerosas las fotografías de edificios de gran formato como se ve en la actualidad en ferias y bienales, dos obras notables vienen a la mente: Cristina Iglesias 'Proyecto Tres Aguas: Torre del Agua de 2014 (Galería Elba Benítez de Madrid ) y la Estructura de Santiago Porter (serie Mist II) de 2008 (Rolf Galería de Arte, Buenos Aires ). Ambas hermosas imágenes se ocupan de la ausencia y el espacio y las relaciones entre la historia y las cosas. El edificio de Porter fue uno de los muchos dejado sin terminar después del golpe de estado de Perón en 1955.
Entre las obras llamativas por su inventiva visual y conceptual cabe destacar la de Elena DamianiMármoles Erráticos de 2014 (BaróGaleria, Sao Paulo). La serie se compone de imágenes de enormes rocas, que se cree que han sido movidas por la acción glacial entre los siglos XVIII y XIX. Collage sobre guardas de mármol que dan por resultado interesantes yuxtaposiciones de patrones e imágenes de afloramientos ásperos de la naturaleza estéticamente diseñados a mano. De Ariamna Contino Arsenal: Ataque en el Metro de Pekín de la serie Arsenal de 2014 (Galería Habana) un trabajo realizado en papel cortado en capas que representan las formas de las diversas armas utilizadas para asesinar personas. Curiosamente el artista basa la serie de las armas en los artículos que leía en los periódicos que describen los incidentes. De Marco MaggiLos lápices de Putin de 2014 (José BenvenueGallery, Nueva York) invita irónicamente a interpretaciones relacionadas con recientes relaciones hostiles entre Putin y sus líneas de alimentación. De OswaldMaciáFlyingGlassnhouse de 2013 (Henrique Faria, Buenos Aires y Nueva York) se centra en la zona del cuerpo donde el olor y el sonido se conectan .
Una de las pocas obras socialmente comprometidas fue una escultura del artista colombiano de Ruby Rumié (NohraHaimeGallery, Nueva York), quien dirigió a un grupo de mujeres en un taller en Cartagena y donde cada una reveló las experiencias dolorosas de la violencia doméstica. Como parte del proceso de curación de cada mujer respiró sus historias en ollas especiales destinados a recibir su dolor. Corona 14 de 2013 es un ejemplo de una vasija de barro negro coronado con figuras de bronce dorados similares a los amuletos que cada mujer había recibido durante su proceso de curación. Carlos Motta de su Estado y susurros transportado por el aire (serie En busca de la We'wha) de 2014 explora la fluidez de género a través de los pueblos indígenas We'whasus paisajes Sagrados, su tradición, y las ruinas (Galería Filomena Soares, de Portugal).
La sección no comercial, igualmente atractiva, ofreció seis zonas curadas. Curada por José Roca, la zona Proyectos, La Estética uso del objeto, contó con catorce proyectos de artistas contemporáneos cuyas obras navegan por las finas líneas o cruces entre arte (pintura y escultura ), el diseño y, en su caso, la arquitectura. Las obras interrogan la utilidad del objeto en la vida cotidiana. Cada artista fue representado por su galería, por ejemplo, Carpinteros por Galerie Peter Kilchann de Alemania; José Olano por Nueveochenta de Colombia; MathieuMercier por Ignacio Liprandi Arte Contemporáneo, Argentina. El punto de partida de Mercier es la estructura icónica de las pinturas de Mondrian de "equilibrio dinámico" en el que la línea, el color y la forma están en perfecto equilibrio. Drum and Bass 100 % poliéster del artista argentino (2013) sustituye con objetos comunes, cada uno de los colores primarios, para reformular un vocabulario visual y preguntarse sobre las posibilidades funcionales del objeto escultórico .
Referentes fue curada por Carolina Ponce de León y Santiago Rueda; tomaron artistas, históricamente conocidos cuyo trabajo abarca los años comprendidos entre 1950 y 1980. La presentación, adoptó un enfoque museográfico con temas distintivos -incluso señalización y diseño-, de artistas que han sido "referentes" de las generaciones más jóvenes, como Lothar Baumgarten, Marisol Escobar, Lucio Fontana, David Lamelas, Liliana Porter, Regina Silviera, y Andy Warhol. Cada artista en Referentes, como en Proyectos, estuvo representado por una galería en la sección principal de la feria .
Dos exposiciones paralelas visualmente atractivas bajo el techo de Coferías. Selva Cosmopolítica en el Museo de Arte de la Universidad Nacional, curada por María Belén Sáez de Ibarra, mostró algunas obras que invitan a la reflexión de artistas que se ocupan de la naturaleza y el ecosistema. Delcy Morelos, Abel Rodríguez, Miguel Ángel Rojas y Miler Lagos crearon instalaciones espectaculares. Temas ecológicos y la sustentabilidad fueron centrales en el trabajo de los artistas en El Bosque intervenido, situadas en el Jardín Botánico José Celestino Mutis y curada por Ana María Lozano. Artistas de dibujo en diferentes tradiciones propusieron variados espacios habitables: Juliana Rojas Góngora ' Hilantes (2014) y la Casa desorientada por Mateo López (artista), Lucas Oberlander (filósofo y arquitecto), y Benjamín Umaña (carpintero ) (Casas Riegner). Yuxtaposiciones interesantes entre los dos "casas" aborda la necesidad humana para desarrollar una vida sustentable en un momento dado, el lugar y las circunstancias históricas. Hilantes es una reconstrucción de una morada subterránea con un pasillo que conduce a la planta baja construida por "los pueblos originarios". Casa desorientada es un módulo situado sobre un arroyo en el parque, un tipo de arquitectura utópica para la vivienda sustentable que se puede construir casi cualquier lugar.
ARTBO se diferencia de otras ferias de arte regional por funcionar como una plataforma para los intercambios comerciales y no comerciales en todo encuentro en una ciudad decidida a presentar una imagen de la creatividad a través de la diversidad histórica, ecológica y antropológica contemporánea. 

ARTBO recibió unos 30.000 visitantes durante los cinco días de feria y se estima que 7.000 personas asistieron a la noche de apertura.
La Cámara de Comercio de Bogotá, organizadora de la feria, promueve la idea de que ésta tiene el potencial para posicionar las artes visuales a nivel nacional e internacional. Los fondos públicos y privados apoyan el...

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Grabar o grabar? Ese no es el problema
Author: Virginia Alberdi

La realización, a lo largo de este noviembre, del VIII Encuentro Nacional de Grabado ha puesto, una vez más, sobre la mesa la eterna discusión acerca del agotamiento o renovación de las técnicas convencionales de una manifestación artística que en nuestro país, pese a limitaciones económicas y materiales, ha logrado una tradición y determinada expansión territorial ―esto último probado en los casos de Santiago de Cuba, donde destaca el liderazgo de Miguel Ángel Lobaina y el Taller Cultural Luis Díaz Oduardo, y recientemente Cienfuegos, donde se consolida la experiencia de la Sociedad Gráfica de esa ciudad―.
Hay quienes defienden a capa y espada la naturaleza del oficio, el trabajo con tacos de madera, planchas, bastidores de seda y otras superficies en las que vuelcan el talento para conseguir lo que bien sea dado en llamar originales múltiples. Hay para quienes la estampa no es más que una herramienta ancilar que se integra a obras únicas de otro carácter. Los primeros permiten que el grabado tenga varias vidas; pues cada ejemplar de una misma obra, por muy limitada que sea la serie, amplifica y diversifica la recepción y el disfrute de esta. Los otros, si bien restringen el impacto multiplicador que de la estampa se espera, abonan el camino de la experimentación siempre necesaria para el desarrollo de los lenguajes artísticos.
El jurado de este VIII Encuentro para la selección de las obras en concurso estuvo presidido por la artista Lesbia VentDumois e integrado por los también artistas Luis Lara y Rafael Zarza; Liana Ríos, curadora del Museo Nacional y Margarita González, curadora y subdirectora del Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam, que decidió una especie de pacto de distinción entre las obras enviadas, unas más apegadas a las técnicas tradicionales y otras que se destacan por su carácter transgresor, en el que se diluyen los límites entre diferentes manifestaciones.
El Gran Premio recayó en la xilografía “Elegía”, de la serie Raíz que no florece del cienfueguero Marcel Molina Martínez, un joven artista que trabaja con profundidad la temática relacionada con los centrales azucareros, y que ya ostentaba el principal lauro en el XXIX Salón de su provincia. Resulta admirable el rigor con que Marcel ejecuta sus obras, y de manera muy especial su dominio de la técnica del grabado en madera (xilografía) en la obra premiada, preñada de significados que apuntan a la permanencia de la memoria histórica. Durante estos días, también será posible ver otra obra de su autoría, en esta ocasión, como parte de la muestra Perfiles gráficos que presenta la Sociedad Gráfica de Cienfuegos en coordinación con elEstate de Belkys Ayón en la Sala Villena de la UNEAC. Se trata de otra xilografía con el título “Viajes de Matías”.
En el borde de la experimentación, la mención otorgada a Arianna Contino redescubrió las posibilidades expresivas del papel calado, mientras que la también mencionada serie de Norberto Marrero, un trabajo en calcografía iluminada, nos remite a las instancias de la nueva figuración tan cara a la vanguardia gráfica cubana de los 60 y 70.
Ya no se puede hablar de original múltiple en el caso de otra mención, la obra de Randy Moreno de kilométrico título, “Es tan difusa la frontera entre nosotros que solo puede definirse allá, en el horizonte, donde parece que nos tocamos”. Tan abarcador como el título es el dispositivo técnico: aglomeración de efectos visuales, incluyendo el uso del video, y del grabado un taco revestido con polímeros. Habrá quién se cuestione: ¿qué tiene que ver esto con el arte de la estampa? Y habrá también quien responda: grabar o no grabar no es el problema, la cuestión está en la capacidad de generar inquietudes estéticas. De serasí, la obra de Moreno cuenta.

 

La realización, a lo largo de este noviembre, del VIII Encuentro Nacional de Grabado ha puesto, una vez más, sobre la mesa la eterna discusión acerca del agotamiento o renovación de las técnicas convencionales de una manifestación artística que en nuestro país, pese a limitaciones económicas y materiales, ha logrado una tradición...

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